Commodore 64

Il Commodore 64 fu il primo home computer commercializzato nel 1982 dalla Commodore Business Machines. Il progetto iniziò l’anno precedente, nel 1981, quando un gruppo di ingegneri iniziò a lavorare sul chip grafico e sonoro che venne ultimato qualche mese dopo. Nonostante l’ammirevole lavoro svolto, il prodotto ottenuto non riusciva ad elaborare 64 kB di Ram. Il nuovo chip venne realizzato in pochi mesi e venne presentato con un prototipo nel gennaio del 1982 per poi essere commercializzato in agosto con un prezzo iniziale pari a 595 dollari. 

Inizialmente, il case utilizzato era quello del VIC-20, scelta dovuta anche ai costi di produzione. Poi, però, ne venne realizzato uno apposito che, tuttavia, differiva dal precedente solo nel colore. Il Commodore 64 superò di gran lunga gli altri computer già presenti sul mercato. Fattore importante nel successo del dispositivo furono le strategie di marketing adottate dall’azienda: basti pensare che venne venduto addirittura nei discount e nei negozi di giocattoli.

Nel corso degli anni vennero realizzate altre versioni che erano dotate di qualche nuova funzione e di componenti aggiornati; le periferiche erano presenti in tutte le versioni.

Il Commodore 64 era dotato di un microprocessore con 64 kB di Ram e un interprete di Basic che permetteva di collegare il computer a qualsiasi televisore utilizzando il cavetto dell’antenna. Il chip video riusciva a riprodurre 16 colori ma, con una serie di algoritmi del software e illusioni ottiche, arrivava a riprodurre anche qualche colore in più; la risoluzione video era di 320×200 con due colori per ogni cella di 8×8. Infine, c’era il chip audio che permetteva di riprodurre tre voci hardware inclusa quella umana. Il sistema operativo era molto valido, infatti, permetteva all’utente di gestire i componenti direttamente dal software. Esso era diviso in tre parti: il Kernel, il monitor in linguaggio di macchina e l’interprete Basic. La fine della produzione del computer venne annunciata nel 1984.

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